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La casa

Il teatro di Cordova, dal 1602 al 1694

Qui sorgeva la Casa de las Comedias, il teatro municipale di Cordova, dal 1602 al 1694. Dell’edificio non resta l’alzato: fu demolito nel 1704, tranne i muri che lo cingevano. Resta il terreno, su cui oggi sorge la casa. Dirlo così rende credibile tutto il resto.

«Qui la città si riuniva per vedersi riflessa nel teatro, nella parola e nella vita.»

«Per secoli questo fu il palcoscenico dove Cordova rappresentava sé stessa. Oggi si riapre per voi.»

La Casa de las Comedias vista dal cielo: i tetti intorno al cortile

Cronologia

  1. 1562

    Secondo Ramírez de Arellano, storico dell’Ottocento, il carcere della città è già su questo terreno.

  2. 1588

    Prima proposta in consiglio di fare un teatro municipale nel vecchio carcere.

  3. 1599

    Il corregidor Diego de Vargas Carvajal riprende sul serio il progetto.

  4. 1601

    A novembre si sceglie il vecchio carcere, in rovina, e a fine anno cominciano i lavori.

  5. 1602

    Il 25 dicembre si inaugura il teatro, progettato dall’architetto Juan de Ochoa, con la compagnia di Pinelo.

  6. 1603

    A giugno si terminano i lavori. Sono costati 3.432 ducati e sette reales.

  7. 1651

    Un lutto reale così lungo che l’edificio, inutilizzato, crolla.

  8. 1671

    Un incendio distrugge il fondo del palco e i camerini.

  9. 1694

    L’11 ottobre, dopo le prediche di padre Posadas, la città proibisce le commedie.

  10. 1704

    Viene demolito in tre fasi, tranne i muri di cinta.

  11. 1738

    Intorno a quest’anno la città vende il terreno, a quanto pare al capitolo della cattedrale, che lo voleva come laboratorio.

  12. s. XIX

    Secondo la tradizione raccolta nel 2003, qui ebbe il suo laboratorio Ricardo Velázquez Bosco, l’architetto che restaurò la Moschea e che dà il nome alla via.

  13. 2003

    Recupero dell’edificio.

Cinque storie del teatro

Góngora e le monache

Nell’agosto del 1602, con il teatro a metà, le monache del convento dell’Encarnación si lamentarono del rumore che avrebbe portato. Il capitolo della cattedrale incaricò due ecclesiastici di esaminare la questione. Uno era il poeta Luis de Góngora, e il loro parere diede ragione alla città.

Nove palchi con la chiave

Ogni palco aveva la sua serratura e una tavoletta di legno con il numero. In teoria le chiavi tornavano al corregidor dopo ogni recita, perché nessuno si accaparrasse i posti migliori. Uno fu per un periodo del procuratore dell’Inquisizione, un altro dei canonici.

Il segretario che non volle pagare

Nell’ottobre 1663 il corregidor ordinò che pagassero tutti, senza eccezioni. Pochi giorni dopo un segretario dell’Inquisizione entrò senza pagare e, già nell’androne, invocò il suo privilegio. La questione mise l’Inquisizione contro la città, arrivò a Madrid e fu risolta a favore della città.

Una commedia da 500 ducati

Nel gennaio 1691 Miguel de Castro chiese più di 500 ducati per rappresentare «El mérito es la corona» di Agustín de Salazar y Torres. Era una commedia «di mutazioni»: così tanti cambi di scena che bisognava ampliare il palco. La scritta di El Mérito ne porta il titolo.

La predica che chiuse il teatro

Nell’ottobre 1694 l’appaltatore chiese di far venire una nuova compagnia. Padre Posadas si presentò in consiglio, parlò contro le commedie e tornò giorni dopo con il discorso per iscritto. L’11 ottobre la città le proibì «né ora né in futuro». Dieci anni dopo il teatro fu demolito.

Il teatro, sulle pareti

La casa ricorda il teatro sulle sue pareti: frasi sul teatro e sulla vita, e corridoi e gallerie con nomi di teatro.

Sulla parete, la frase «El teatro es el espejo de la vida» (il teatro è lo specchio della vita), firmata Lope de VegaScritta «Balcón de las apariencias» accanto a un corridoio della casaCorridoio bianco con la scritta «Pasillo hacia los aposentos»Insegna della reception e nome della casa in bluDue ospiti con un caffè sotto la frase «Desde aquí se contempla la vida hecha comedia»Androne con grata e pavimento in pietra

Il teatro in cifre

  • 800spettatori seduti, e oltre
  • 32colonne di pietra
  • 30archi
  • 2 mdi spessore nei muri portanti della casa di oggi
  • 24,70 mdi facciata su Velázquez Bosco
La Calleja de las Flores con la torre della Moschea-Cattedrale

La cazuela e la Calleja

Nei teatri dell’epoca la cazuela era il corridoio alto riservato alle donne. Qui aveva tre file di gradinate di legno tra il palco della Città e i palchi privati, e le spettatrici non potevano scendere nel cortile. Proprio dietro l’angolo c’è la Calleja de las Flores, il vicolo che oggi si percorre per fotografare la torre della Moschea. Lì si trova il Patio de las Comedias, la taverna della casa.

I nomi degli appartamenti

Ogni appartamento ha sulla porta una targa con un nome e un anno. Quasi tutti sono anni di questa casa: 1599, 1602, 1603 e 1691 ricordano fatti documentati; 1562 la prima notizia del carcere secondo uno storico dell’Ottocento; 1621 e 1631 modifiche del teatro. Solo il 1604 è un omaggio. Ogni scheda ne racconta la storia.

Sulla stampa

«El alojamiento de Córdoba donde puedes dormir sobre un antiguo teatro del Siglo de Oro»

Rocío Górriz, El Día de Córdoba, 25/08/2026

Fonte principale: Ángel M. García Gómez, «Casa de las Comedias de Córdoba», Criticón 50 (1990), pp. 23-40. Leggi l’articolo (PDF, Centro Virtual Cervantes, in spagnolo)

Dormite nel teatro

Nove appartamenti sul terreno del teatro, ognuno con il nome di un momento della sua storia. Scegliete le date e vedete quali sono liberi.

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